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Il minimalismo non è rinunciare a tutto, ma imparare a vivere con l’essenziale. In lunghi viaggi zaino in spalla sono un’ottima occasione per sviluppare un grande spirito di adattamento, sapendo riconoscere il superfluo e ottimizzando le risorse. Non è solo lo spazio dello zaino ma soprattutto il peso a dettare le regole. Dopo tre volte l’esperienza del Cammino di Santiago ho imparato a portare sempre meno cose o ad adottare soluzioni per sopravvivere.

Questa volta sono partito con uno zaino di 15 chili, un peso sopportabile considerati i brevi spostamenti. Dopo pochi giorni mi sono reso conto che già faccio fatica a chiuderlo e che avrei potuto fare a meno di alcune cose: il cavalletto per la fotocamera, la zanzariera da montare sul letto (finora non ho visto grandi insetti), le scarpe basse da trekking, un pantalone lungo e qualche maglietta (ce ne sono davvero di belle da comprare qui).

A parte ciò vediamo cosa non dovrebbe portare un backpacker, il viaggiatore zaino in spalla che in italiano dovrebbe essere chiamato zainista©, se gli italiani si sforzassero di tradurre o inventare parole nuove italiane invece di adottare corrispondenti stranieri.

  • Tappi per le orecchie. Fondamentali nei viaggi in bus in India dove la musica a palla può portarti a un rapido esaurimento nervoso. Mi ha raccontato una mia amica di aver tagliato di nascosto il filo delle casse … Necessari in ogni caso per i russatori seriali negli ostelli.
  • Sacco lenzuolo e federa per il cuscino. In caso nelle guest house o negli ostelli non vi fossero o non fossero abbastanza pulite
  • Coprizaino elastico. Utile soprattutto per i viaggi in pullman e per la pioggia.
  • Una felpa in “pile” non troppo pesante per le sere fresche, le gite in montagna, i viaggi con aria condizionata e l’aereo.
  • K-way per la pioggia e il vento.
  • Fazzoletto in stoffa per evitare di mangiare la polvere (specie sui tuk-tuk) e per asciugarsi il sudore.
  • Maglia, mutande e pantaloncino in tessuto tecnico. Oltre alle canotte, t-shirt e pantaloni in cotone (io rimango sempre un po’ fashion e ne ho portate una decina) è bene portare qualcosa in tessuto tecnico che si possa lavare e asciugare al volo, in caso non si faccia in tempo a recarsi in una lavanderia.
  • Calzini tecnici per le lunghe escursioni.
  • Almeno tre pantaloncini corti (uno per dormire e fare yoga) e tre lunghi (cotone, jeans, tecnico).
  • Coltellino svizzero.
  • Prima usavo quella ricaricabile a manovella che svegliava tutto il vicinato e la fauna della foresta. Ora ne ho una ricaricabile con USB che funge anche da alimentatore di riserva per il cellulare.
  • Cappello per il sole, solari e doposole.
  • Ciabatte per la doccia e infradito per uscire.
  • Un poncho per la pioggia o va bene anche il k-way se impermeabile.
  • Spazzolino che si divide in due in modo che la testina possa essere chiusa ermeticamente.
  • Un pezzo di sapone di Marsiglia per bucati di emergenza.
  • Amuchina o disinfettante per mani.
  • Mini “pronto soccorso” con: salviette disinfettanti, cerotti, paracetamolo, antistaminici, antibiotico per diarrea (Ciproxin), antidiarroico (Imodium), Enterogermina.
  • Spray per zanzare e insetti tropicali (da usare soprattutto al tramonto).
  • Due asciugamani in microfibra sia per la doccia che per le normali pulizie.
  • Occhiali da sole aderenti polarizzati per filtrare i raggi UVA
  • Bancomat e carta di credito. Ricordarsi di farsele sbloccare dalla propria banca indicando i giorni e i paesi di permanenza. Io ne lascio sempre una in hotel in cado dovessi perderla.
  • Un blocchetto con matita per scrivere i propri appunti.
  • Copia del passaporto scansionata da mandarsi via email in caso di smarrimento.
  • Quest’anno ho deciso di non portarmi libri e guide ma di usare il mini iPad per leggere e-book e guide.
  • Astuccio impermeabile per portare passaporto, biglietti e documenti.
  • Lucchetto per zaino e armadietti.

…e tanto spirito di adattamento ed energia positiva. Vedrete che si può vivere benissimo senza tutti gli orpelli della nostra vita sedentaria, vi sentirete liberi di non dover badare a troppe cose. Basta cambiare prospettiva.

 

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