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In Giappone li chiamano “Combini”, da convenience store. Supermercati aperti h24 che vendono di tutto. In Asia esistono da tanti anni, molto prima che in Italia arrivassero i supermercati aperti di notte e la loro filosofia è del tutto diversa. E il marchio più diffuso ha un nome che è un manifesto: 7/11, Seven Eleven.

La catena è americana-giapponese ed è presente negli Stati Uniti e in molti Paesi asiatici. Nata nel 1927 in Texas, assume questa denominazione solo nel 1946 per indicare l’esteso orario di apertura: dalle 7 alle 23, sette giorni su sette. Oggi conta più di 32mila filiali in 18 Paesi.

Spesso sono piccoli punti vendita dove puoi trovare ogni bene: dalle sigarette, ai medicinali da banco, all’alcol, al caricabatterie, ai cibi caldi e da riscaldare. All’interno si trovano dei microonde dove scaldare i cibi e dei distributori di bevande calde alla spina.

Una vera manna dal cielo per il turista. Se ti serve qualcosa a qualsiasi ora del giorno e della notte basta fare un ingresso veloce, scandito dall’acuto e inconfodnibile suono del rilevatore di presenza, ed è fatta. In più, quando vuoi iniziare a risparmiare i 5-6 euro per i pasti, ti accontenti di qualche sandwich, meno salutari per il corpo ma non per il portafogli, o ti puoi comprare le cose per fare colazione in stanza.

Un signore è entrato per scaldare il latte al figlio, io ci ho comprato anche la Sim card per il telefono – 699 bath (18 euro circa) per 15 giorni e 15 giga. Il vecchio pay-off è azzeccatissimo: “Oh, thank Heaven for 7-Eleven”.

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